mercoledì 26 gennaio 2011

"U CUOTTU" ossia il vino cotto

Questi non è altro che il succo dell’uva appena spremuta che veniva bollito fino a farlo ridurre ad un terzo e quindi, dopo averlo fatto raffreddare, si mescolava con l’altro mosto facendone innalzare il grado alcolico, ma più spesso veniva conservato in damigiane di vetro per usarlo in inverno come sciroppo per la tosse o per fare dolci.

Questi si facevano in qualsiasi momento e particolarmente prima di finire la vendemmia, per offrirne agli amici e parenti che non avevano vigneti.

Fra i dolci più popolari sono da annoverarsi "a mustata", fatta con mosto cotto e semola, nelle caratteristiche forme di argilla smaltata, "i mastazzola, i cuddureddi", ecc., che venivano preparati con farina di semola, mandorle a pezzetti e il "cuottu" o vino cotto.

Mezzo arancio, dal basso latino Arangia, in siciliano Mienzu aranciu.

Grande recipiente senza manici fissi, costruito artigianalmente in rame martellato e stagnato, dove si metteva a cuocere il mosto per fare il vino cotto, che si utilizzava per innalzare il grado alcolico del rimanente mosto, o quale sciroppo per la tosse, o per fare mostaccioli o "mastazzola, mustarda", ossia dolci in genere.

Bottiglia, dal latino medioevale Buticula, in siciliano Buttigghiuni.









Si tratta di un recipiente, di costruzione artigianale, in vetro scuro, di circa 10 litri, che per protezione è impagliato con una "cruvidduzza" fatta di canna e verga di olivastro. Ha una forma quasi cilindrica con un collo che si restringe formando una bocca stretta che veniva chiusa da un normale tappo di sughero. Serviva per contenere liquidi, in genere, e vini speciali come il vino cotto ecc..







Bottiglia, dal latino medioevale Buticola, in siciliano Buttigghiuni.

Si tratta di un recipiente, di produzione artigianale, in vetro verde chiaro, di 15 litri circa, privo di impagliatura di protezione. Ha una forma quasi cilindrica con un collo che si restringe formando una bocca stretta che veniva chiusa da un tappo di sughero. Serviva per contenere liquidi, in genere, e vini speciali, come il vino cotto, ecc..

Si tratta di un recipiente, di produzione industriale, in vetro verde smeraldo, di 15 litri circa, che per protezione è impagliato con un corbello in "ura, canna e verga". Ha una forma quasi cilindrica con un collo che si restringe formando una bocca stretta chiusa da un tappo a scatto in porcellana. Serviva per contenere liquidi, in genere, e vini speciali, come il vino cotto, ecc..














Damigiana, dall’arabo volgare Damigana, in siciliano Damiggiana.

Si tratta di un recipiente in vetro verde smeraldo, di 10 litri circa, che per protezione è impagliato con un cesto in verghe di castagno e tavole, costruito in modo industriale. Ha la forma di grossa ampolla, quasi a palla, con un collo che si restringe fino ad una bocca stretta che veniva chiusa da un tappo a scatto, mancante. Serviva a contenere liquidi, in genere, e vini speciali, come il vino cotto, ecc..
Si tratta di un recipiente in vetro verde smeraldo, di litri 5 circa, che per protezione è impagliato con un cesto in verghe di castagno, costruito in modo industriale. Ha la forma di grossa ampolla, quasi a palla, con un collo che si restringe formando una bocca stretta chiusa da un tappo a scatto di porcellana. Serviva per contenere liquidi, in genere, e vini speciali, come il vino cotto, ecc..







Forma, dal latino Forma, in siciliano Forma.

Formella in argilla invetriata, di costruzione artigianale, con bassorilievo in negativo di Gesù Bambino così che colatavi la mostarda, fatta con mosto cotto e semola, e sformata, non appena fredda la figura veniva a rilievo

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